Passa al contenuto principale

Cheratosi seborroica: cos’è, cause e come si rimuove

La cheratosi seborroica è una delle lesioni cutanee benigne più comuni, soprattutto con l’avanzare dell’età. Si presenta come una macchia o un rilievo dall’aspetto “ceroso” e ben delimitato, di colore variabile dal giallo-bruno al marrone scuro fino al nero. È conosciuta anche come verruca seborroica o, nel linguaggio comune, “verruca senile”, anche se — nonostante il nome — non è causata da virus e non è contagiosa.

Pur essendo del tutto innocua, la cheratosi seborroica viene spesso confusa con un neo o, nei casi più pigmentati, con un melanoma. Per questo merita sempre una valutazione dermatologica, sia per avere una diagnosi certa sia per decidere se rimuoverla. In questa guida, come dermatologo a Milano, spiego che cos’è, perché compare, come distinguerla dalle lesioni pericolose e come si rimuove.

Che cos’è la cheratosi seborroica

La cheratosi seborroica è una proliferazione benigna delle cellule dell’epidermide, lo strato più superficiale della pelle. In pratica, alcune cellule cutanee si moltiplicano e si accumulano formando una piccola escrescenza ben circoscritta, che resta confinata in superficie.

È una lesione estremamente frequente: diventa più comune dopo i 40-50 anni e spesso è presente in numero multiplo. Non si trasforma in tumore e non rappresenta un rischio per la salute. La sua importanza clinica deriva soprattutto dal fatto che può assomigliare ad altre lesioni e dal disagio estetico che può causare quando è visibile o numerosa.

Come si riconosce: aspetto e sintomi

La cheratosi seborroica ha alcune caratteristiche piuttosto tipiche. In genere si presenta con:

  • un aspetto “applicato” sulla pelle, come se fosse “incollata” in superficie;
  • una superficie ruvida, verrucosa o cerosa al tatto;
  • bordi ben delimitati e netti rispetto alla pelle circostante;
  • un colore variabile: giallastro, marrone chiaro, marrone scuro o nero;
  • dimensioni da pochi millimetri ad alcuni centimetri.

In genere non dà sintomi, ma quando si trova in zone di sfregamento (per esempio sotto i vestiti o sulle pieghe) può irritarsi, dare prurito o sanguinare se viene grattata. Questi fastidi sono uno dei motivi più frequenti per cui si decide di rimuoverla.

Le cause: perché compare

Le cause precise non sono del tutto note, ma alcuni fattori hanno un ruolo riconosciuto. Il più importante è l’età: la comparsa aumenta con il passare degli anni. Conta anche la predisposizione familiare, dato che spesso la tendenza a svilupparle si osserva all’interno della stessa famiglia. Viene chiamata in causa anche l’esposizione solare cumulativa nel corso della vita.

Un punto va ribadito con chiarezza: la cheratosi seborroica non è contagiosa e non dipende da una scarsa igiene.

Cheratosi seborroica sul viso e nelle altre sedi

Può comparire in quasi tutte le zone del corpo, con l’eccezione di palmi delle mani e piante dei piedi. Le sedi più frequenti sono viso, cuoio capelluto, collo, torace e schiena. Sul viso, dove l’impatto estetico è maggiore, è spesso la richiesta di rimozione a portare il paziente dal dermatologo.

La comparsa improvvisa e numerosa di molte cheratosi in poco tempo è una situazione meno comune che merita comunque una valutazione medica, per escludere condizioni associate.

È pericolosa? La differenza con il melanoma

La risposta breve è: la cheratosi seborroica non è pericolosa ed è una lesione benigna. Il problema reale non è la lesione in sé, ma il fatto che alcune forme molto pigmentate possano somigliare a un melanoma a occhio nudo.

È qui che entra in gioco la valutazione dermatoscopica: con il dermatoscopio lo specialista osserva strutture non visibili a occhio nudo e, nella maggior parte dei casi, distingue con sicurezza una cheratosi seborroica da una lesione sospetta. Quando rimane un dubbio, si procede con un’asportazione e l’esame istologico, che fornisce la diagnosi definitiva.

Per questo motivo l’autodiagnosi è sconsigliata: una macchia scura “innocua” va comunque mostrata al dermatologo, perché solo l’occhio esperto e gli strumenti adeguati permettono di esserne certi.

È opportuno richiedere un controllo quando una lesione cambia aspetto, colore o dimensioni, quando sanguina o si irrita di frequente, quando compare un dubbio sulla sua natura o, semplicemente, quando crea un fastidio estetico che si desidera risolvere. Anche la comparsa di una macchia nuova o diversa dalle altre è un buon motivo per una valutazione delle lesioni cutanee.

Come si rimuove la cheratosi seborroica

La rimozione non è quasi mai una necessità medica, trattandosi di una lesione benigna, ma viene richiesta per motivi estetici o quando la lesione si irrita. Esistono diverse metodiche, che lo specialista sceglie in base alla sede, alle dimensioni e alle caratteristiche della lesione:

  • laser CO₂: vaporizza in modo preciso la lesione, con attenzione al risultato estetico;
  • curettage: asportazione meccanica della lesione superficiale;
  • crioterapia: congelamento con azoto liquido, adatto ad alcune lesioni;
  • diatermocoagulazione: rimozione tramite calore.

La scelta del metodo non è standard, ma viene adattata al singolo caso. In presenza di qualsiasi dubbio sulla natura della lesione, si preferisce sempre l’asportazione con esame istologico, che consente di analizzare il tessuto.

Il laser CO₂ per la rimozione

Il laser CO₂ dermatologico è una delle tecniche utilizzate per la rimozione delle cheratosi seborroiche di natura accertata, in particolare quando si cerca un buon risultato estetico, ad esempio sul viso. Agisce vaporizzando in modo mirato la lesione, strato dopo strato, rispettando il più possibile la pelle circostante.

Dopo il trattamento si forma una piccola crosticina che si risolve in alcuni giorni; in questa fase è importante la fotoprotezione. È una procedura ambulatoriale, eseguita dopo aver confermato la natura benigna della lesione: il laser, infatti, non consente l’esame istologico, per cui non è indicato quando una lesione è dubbia.

Rimedi naturali: cosa c’è da sapere

Online circolano molti “rimedi naturali” per eliminare la cheratosi seborroica in casa. È importante essere chiari: non esistono rimedi fai-da-te sicuri ed efficaci per rimuoverla. Tentare di toglierla da soli, graffiarla o applicare prodotti aggressivi può causare irritazioni, infezioni o esiti cicatriziali, e — aspetto più importante — fa perdere l’occasione di una corretta diagnosi.

Se una lesione dà fastidio o non piace, la strada corretta è una valutazione dermatologica, non la rimozione casalinga.

Domande frequenti

La cheratosi seborroica può diventare un tumore?

No. La cheratosi seborroica è una lesione benigna e non evolve in melanoma o in altri tumori della pelle. Il dubbio nasce solo perché alcune forme pigmentate possono assomigliare ad altre lesioni, motivo per cui la diagnosi va affidata al dermatologo.

È contagiosa?

No. Nonostante il nome “verruca seborroica”, non è provocata da virus e non si trasmette da persona a persona né da una zona all’altra del corpo.

Dopo averla tolta può ripresentarsi?

La lesione rimossa in genere non ricompare nello stesso punto, ma chi ha una predisposizione può svilupparne di nuove in altre sedi nel tempo. Si tratta di lesioni diverse, non di una “recidiva” della stessa.

Qual è la differenza tra cheratosi seborroica e neo?

Il neo è formato dai melanociti, mentre la cheratosi seborroica origina dalle cellule dell’epidermide e ha un tipico aspetto “applicato” in superficie. A occhio nudo possono somigliarsi: la distinzione sicura si ottiene con la dermatoscopia.

Conclusione

La cheratosi seborroica è una lesione benigna e molto comune, che non comporta rischi per la salute. Il vero valore della visita dermatologica sta nel confermare la diagnosi — distinguendola da lesioni che richiedono attenzione — e, se desiderato, nel rimuoverla con la tecnica più adatta, tra cui il laser CO₂ per le finalità estetiche.

Se hai notato una macchia o un rilievo che ti incuriosisce o ti dà fastidio, la cosa più utile è una valutazione professionale. Puoi prenotare una visita dermatologica a Milano per toglierti ogni dubbio e valutare insieme se e come intervenire.